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Castelbarco
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I mwbgCastelbarco, anche noti come Castelbarco-Albani-Visconti-Simonetta o Castelbarco di Milano (in mwbwlingua tedesca mwcaCastelbarck/mwcqCastelbarch o mwcgKastelwarg) è il nome di un'importante mwcwfamiglia nobile originaria del mwdavescovado di Trento, elevata al rango ereditario di mwdqbarone e mwdgconte del Sacro Romano Impero.cite-ref-1-1-0[1] Con il ramo laterale dei Principi di Montignano, la famiglia entrò nei ranghi della mwewnobiltà italiana.cite-ref-2-2-0[2] Inizialmente legata alla mwgaVallagarina, dominata dai Castelbarco per alcuni secoli,cite-ref-1-1-1[1] la dinastia s'insediò nel mwhqMilanese nel tardo mwhgXVII secolo. Diverse linee dei Castelbarco continuano ad esistere in mwhwItalia ancora oggi.

Contents

Storia
Note

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Storia

I Castelbarco furono la famiglia regnante più importante del mwiwvescovado di Trento tra mwjaXII e mwjqXV secolo. Nel momento di massima espansione, a metà del mwjgXIV secolo, il loro dominio s'estendeva dal limite settentrionale della mwjwVallagarina fino alla mwkachiusa di Ceraino, fuori dalle porte di mwkqVerona, ad ovest sino alle rive del mwkglago di Garda e a est fino alla mwkwVal d'Astico, alle porte di mwlaVicenza. Grazie alla posizione del loro territorio al confine tra la parte italiana e quella tedesca del mwlqSacro Romano Impero, la famiglia ebbe un ruolo chiave nelle politiche di quell'importante compagine.cite-ref-1-1-2[1]

Origini medievali: i Da Castelbarco

Le origini della famiglia Castelbarco non sono certe. La tesi della provenienza mwnaboema fu smentita da mwnqGiuseppe Gerola con ricerche svolte tra il 1901 e il 1910 e le prime notizie di una certa fondatezza risalirebbero al 1172/1177 quando, ad mwngArco, mwnwAldrighetto di Castelbarco avrebbe ucciso il mwoavescovo di mwoqTrento mwogAdelpreto II († 1172/1177).cite-ref-3[3] Questo fatto tuttavia non è unanimemente riconosciuto, e nella ricostruzione degli eventi è intervenuto anche lo studioso roveretano mwpwGirolamo Tartarotti (1706–1761). Il vescovo potrebbe quindi essere morto a mwqaRovereto nel 1177.cite-ref-4[4]

I Castelbarco probabilmente furono una famiglia di mwrgmwrwmilites maiores inizialmente feudatari dei mwsavescovi di Trento e, a partire dal mwsqXII secolo, iniziarono a manifestare una sempre maggiore autonomia. Il nome della stirpe deriverebbe dal mwsgmaniero mwswCastel Barco presso mwtaChiusole.cite-ref-5[5] L'erede di Aldrighetto, Briano Castelbarco, rafforzò le basi politico-militari della dinastia durante gli anni di crisi del vescovado trentino con mwugCorrado di Beseno (c. 1188–1205). Briano riuscì ad impossessarsi del mwuwcastello di Avio e di mwvacastel Lizzana, garantendo l'insediamento della casata in mwvqVallagarina.cite-ref-6[6] Il successore, Azzone Castelbarco, trasformò il sito di Avio, fino ad allora un castello-recinto con mwwwmastio, in un grande castello residenziale. Soppresso provvisoriamente il principato vescovile di Trento per volontà dell'mwxaimperatore mwxqFederico II di Svevia nel 1236, Azzone si alleò con il mwxgvicario imperiale mwxwEzzelino III da Romano, iniziando ad allargare il suo potere nell'area vicina alla fortezza di mwyaAvio.

Nel 1265 ad Azzone succedette il primogenito mwzwGuglielmo da Castelbarco che proseguì nella politica paterna di marcata indipendenza nei confronti della Chiesa trentina tanto da ricevere una mwaascomunica per tutta la famiglia. Nel 1266 sottrasse ai Castelnuovo il mwagcastello di Castellano e tentò senza successo, nel 1301, di sottrarsi al controllo dei sempre più potenti mwawScaligeri di Verona. Nel 1307 Guglielmo occupò mwbaCastel Pietra e mwbqCastel Beseno, già appartenuti ai Da Beseno. Avviò la costruzione della mwbwbasilica di Santa Anastasia a Verona e ospitò mwcaDante Alighieri durante il suo soggiorno presso gli Scaligeri. Nel 1310 Guglielmo accompagnò l'imperatore mwcqEnrico VII di Lussemburgo nella sua spedizione italiana, reggendo per suo conto la rocca di mwcgBergamo mentre il corteo imperiale proseguiva verso mwcwRoma. Tornato in Trentino riuscì poi ad impadronirsi di mwdacastel Corno grazie al matrimonio del fratello Federico Castelbarco con Beatrice Castelcorno e conquistò il mwdwmaniero di Castelnuovo, strappandolo ai Castelnuovo.cite-ref-7[7]cite-ref-0-8-0[8]

Guglielmo Castelbarco morì senza eredi diretti nel 1320, le sue fortune vennero così spartite tra i nipoti.cite-ref-0-8-1[8] Aldrighetto Castelbarco divenne signore di Lizzana, Rovereto (fu forse lui ad avviare la costruzione del mwhgcastello cittadino), Pietra e Beseno. Ampliò poi i suoi domini acquistando (1324) le proprietà dei signori di Gardumo in mwhwVal di Gresta. Con la generazione dei nipoti di Aldrighetto originò una frammentazione dei domini familiari. Dai figli di Federico Castelbarco, figlio di Aldrighetto, originarono le linee dei Castelbarco di Gresta e dei Castelbarco di Albano e Nomesino.

Al volgere dell'età medievale, la schiatta dei Castelbarco continua a sfornare condottieri: tale Azzone Castelbarco figura tra gli allievi del grande maestro di mwiwscrima (mwjascherma tradizionale italiana) mwjqFiore dei Liberi (mwjg1350-mwjw1420). Da un punto di vista politico, i Castelbarco sono ormai più impegnati a difendere i loro domini dagli appetiti delle potenze che si contendono le terre gravitanti intorno all'arco alpino orientale, la mwkaRepubblica di Venezia e gli mwkqAsburgo, che a tentare di costituire un principato autonomo.cite-ref-9[9] Alla pari dei conti mwlgLodron, cui spesso si imparentarono, i Castelbarco dovettero barcamenarsi tra la Serenissima e i conti del Tirolo per tutto il mwlwXV secolo. Nel mwma1405, Venezia estendeva infatti il suo protettorato sulla Val Lagarina e nel mwmq1411 Azzone Castelbarco, signore di Avio, Ala, Brentonico e parte di Mori, lasciò in eredità i suoi feudi alla Serenissima: da questo lascito ebbero origine i "Quattro Vicariati" della Val Lagarina.cite-ref-10[10]

Rinascimento: i Castelbarco tra Venezia e gli Asburgo

Nel 1441 Venezia conquistò e demolì i castelli castrobarcensi di Lizzana, Albano e Nomesino, che non vennero più ricostruiti; le giurisdizioni, equivalenti alla porzione orientale della Val di Gresta e Mori, passarono sotto la Serenissima. Nel febbraio del 1456 i due fratelli mwpwGiorgio e mwqaPietro Lodron, sobillati da mwqqGiorgio Hack, vescovo di Trento, occuparono quattro castelli di Giovanni Castelbarco: il Castello di Castelnuovo di Noarna, il mwraCastello di Castellano, mwrqCastel Corno e il mwrgCastello di Nomi. Castelnuovo e Castellano passarono sotto l'egida dei Lodron e nacque così il mwrwFeudo di Castellano-Castelnuovo, mentre Castel Corno e Nomi andarono al principe-vescovo.

Nel 1497 Antonio Castelbarco, già alleato dei veneziani, risolse di schierarsi al fianco degli Asburgo e accettò l'investitura da mwsgMassimiliano I d'Asburgo, conte del Tirolo. Nel 1508, mentre la mwswLega di Cambrai voluta dall'Asburgo combatteva i veneziani, la popolazione della Val di Gresta scacciò le truppe della Serenissima ma fu solo a seguito della mwtaBattaglia di Agnadello (14 maggio 1509) che la mwtqVallagarina e il basso mwtgTrentino si liberarono dei veneti passando sotto il dominio mwtwaustriaco. I Castelbarco di Gresta, unico ramo sopravvissuto dell'antica famiglia,cite-ref-11[11] rimasero padroni delle giurisdizioni tirolesi di Castelbarco e Gresta: quest'ultima comprendeva i paesi di mwvaRonzo, Chienis, Varano, Pannone e Valle; Mori era uno dei "Quattro Vicariati", con Ala, Avio e Brentonico, la cui giurisdizione era vescovile.cite-ref-12[12]

Seicento: crisi e rinascita del casato

Nella seconda metà del mwwwXVII secolo, la storia dei Castelbarco subì un radicale mutamento. Nel mwxa1652 il feudo avito di Castelbarco passò ai Lodron. Nel mwxq1654, mancando eredi maschi al principe-vescovo mwxgCarlo Emanuele Madruzzo di Trento, l'imperatore mwxwFerdinando III si dimostrò favorevole a riconoscere gli antichi diritti dei Castelbarco sulla Val Lagarina. Nel mwya1663, i "Quattro Vicariati" vennero resi ai conti Carlo, mwyqFrancesco (mwyg1620–mwyw1695) e Giovanni Battista Castelbarco, figli del conte mwzaScipione Castelbarco.cite-ref-13[13] Sede dinastiale divenne il mw0qPalazzo Castelbarco di mw0gLoppio. Giovanni Battista Castelbarco (1657–1713) sposò mw1aClarice Rangoni ma non ebbe figli.cite-ref-14[14] Nel mw2q1699 fu mw2gambasciatore plenipotenziario dell'imperatore mw2wLeopoldo I (r. 1658–1701) e, anni dopo, il primo governatore asburgico del mw3aducato di Mantova dopo il suo ritorno all'Impero (mw3q1708). Il fratello mw3gSigismondo Carlo Castelbarco (mw3w1661–mw4a1708) divenne principe-vescovo di mw4qChiemsee.

Il terzo fratello mw4wScipione Giuseppe Castelbarco (mw5a1665–mw5q1731), sposò Costanza Visconti nel mw5w1696. Essa era figlia ed erede di Cesare Visconti, marchese di mw6aCislago, conte di mw6qGallarate e mw6ggrande di Spagna, ultimo del ramo dei Visconti di Cislago. Il matrimonio aumentò considerevolmente la ricchezza di Giuseppe Scipione, che ereditò il marchesato di Cislago, la contea di Gallarate (che comprendeva Gallarate, mw6wFerno, mw7aSamarate, Cassina Verghera, Bolladello, Solbiate sopra l'Arno, Peveranza, Arnate, Cedrate, Santo Stefano e Cardano) a cui era unito il Grandato di Spagna di Prima Classe, le consignorie di Somma, Crenna ed mw7qAgnadello, e il feudo di Quinzano con Montonate, Villa in parte, San Pancrazio, Vizzola, Cimbro e Cuvirone per metà, sempre nel territorio di Varese.cite-ref-15[15] Giuseppe Scipione fu consigliere dell'mw8gimperatore Carlo VI e suo ambasciatore al mw8wDuca di Savoia. La ricchezza e il potere dei Castelbarco al volgere del Seicento viene ben testimoniata dal loro possesso di quattro strumenti realizzati dal maestro mw9aliutaio mw9qStradivari: tre mw9gviolini (mw9w1685, mw-a1699 e mw-q1714, quest'ultimo tramutato in una mw-gviola dal liutaio mw-wJean-Baptiste Vuillaume)cite-ref-16[16] e un mwaqavioloncello datato mwaqe1697.

Settecento: i Castelbarco-Visconti-Simonetta

Gli scontri della mwaqoGuerra di Successione Spagnola (1701–1714) videro Scipione Giuseppe Castelbarco impegnato a servire gli Asburgo, prima mwaqsGiuseppe I (r. 1701–1711) e poi mwaqwCarlo VI (r. 1711–1740), come ambasciatore presso le corti del Nord-Italia,cite-ref-17[17] mentre i suoi possedimenti trentini, tra cui anche il palazzo dinastico di Loppio, venivano distrutti dalle truppe francesi (mware1703).

Bisognoso di alleanze in una Milano da poco passata sotto il dominio austriaco (v. mwarmTrattato di Utrecht), Scipione Giuseppe risolse di legarsi ai mwarqSimonetta, famiglia nobile oriunda della mwaruCalabria insediatasi da tre secoli nel territorio milanese con ottimi agganci politici. Teresa Castelbarco (1704–1768), figlia di Scipione e Costanza Visconti, venne data in sposa ad mwarcAntonio Simonetta (1693–1759), mwargciambellano degli Asburgo in Milano, e sposò poi in seconde nozze, morganaticamente, mwarkFrancesco III d'Este, mwaroDuca di Modena e Reggio e feudatario di Varese vita natural durante.cite-ref-gal-130-18-0[18] mwar8Carlo Francesco Ercole Castelbarco (1699–1734), fratello di Teresa, ottenne dall'imperatore Carlo VI investitura dei feudi viscontei materni, divenendo mwasamarchese di mwaseCislago (mwasi1716), e proseguì nella scelta paterna di alleanza con i Simonetta. Fu ufficiale nell'esercito di Eugenio di Savoia al servizio di Carlo VI. Nominato colonnello nel mwasm1731 divenne aiutante generale del maresciallo de Mercy, morendo però nella battaglia della Crocetta presso Parma nel 1734. Il 2 giugno mwasq1749, Cesare Ercole Castelbarco (1730–1755), figlio di Carlo Francesco Ercole, sposò la cugina Francesca Simonetta (1731–1796), nata dal matrimonio Castelbarco-Simonetta, sancendo l'unione dei due casati.cite-ref-gal-130-18-1[18] Il matrimonio fruttò ai Castelbarco anche il possesso della mwassVilla Contessa, grossa proprietà dei Simonetta nel territorio di mwaswVaprio d'Adda tenuto in locazione dalla chiesa di Milano.

Ottocento: i Castelbarco-Albani

All'epoca del conte mwas8Cesare Pompeo Castelbarco (1782–1860), figlio di Carlo Ercole Castelbarco (1750–1814) del fu Cesare Ercole e di Maria Litta Visconti Arese (1761–1815) e mwatecompositore di discreti meriti,cite-ref-19[19] i Castelbarco vivevano ormai gran parte dell'anno a Milano o nelle loro vaste proprietà in Lombardia (oltre alla Villa Contessa entrarono anche in possesso di un vasto stabile ad mwatyImbersago e della villa-castello dei Visconti di mwatcCislago). Le giurisdizioni feudali trentine venivano gestite da capitani e vicari, mentre le proprietà familiari erano affidate ad amministratori.

Il 15 giugno mwatk1831 il conte Carlo Castelbarco (1808–1880), figlio di Cesare Pompeo, sposò Antonia Litta Albani (1814–1855), ottenendone in dote mwatwVilla Albani a Roma e il diritto al doppio mwat0cognome Castelbarco-Albani per gli eredi a seguito dell'infeudazione (1848-1858) di mwat4Montignano Albani.cite-ref-2-2-1[2] I Castelbarco-Albani ottennero il titolo principesco nel 1848, riconosciuto sia in Italia sia in Austria.

Novecento: i Castelbarco-Pindemonte-Rezzonico

Emanuele Castelbarco Visconti Simonetta (poeta, pittore, organizzatore culturale e mecenate), marito di Ercolina Erba (nipote mwauuex fratre di mwauyCarlo Erba), con R.D. 29/02/1912, aggiunse il cognome della madre, mwaucMaria Luigia Pindemonte Rezzonico, dando vita al ramo Castelbarco-Pindemonte-Rezzonico.

Castelli, palazzi e ville

| Immagine | Struttura | Località | Costruzione | Appaltatore | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| | Castel Barco | Pomarolo | | | Nel XII secolo una casatorre poligonale recintata per controllare il dazio , trasformata nel XV secolo in un castello vero e proprio. |
| | Castello del Buonconsiglio | Trento | | | |
| | Castello di Avio | Avio | | | Conquista feudale di Briano Castelbarco. |
| | Castello di Castellano | Castellano (Villa Lagarina) | | | |
| | Castello della Torre Franca | Mattarello (Trento) | | | |
| | Castello di Cislago | Cislago | | | Passato ai Castelbarco con il feudo nel 1716. |
| | Castello di Rovereto | Rovereto | | | |
| | Castel Lizzana | Lizzana ( Rovereto ) | | | Altra conquista feudale di Briano Castelbarco. |
| | Castel Penede | Nago (Nago-Torbole) | | | |
| | Villa Albani | Roma | | | |
| | Villa Castelbarco (Loppio) | Loppio | | | |
| | Villa Imperiale | Pesaro | | | Passata agli Albani nel 1777. |
| | Villa Pindemonte-Castelbarco | Imbersago | | | |
| | Villa Simonetta Castelbarco-Albani Quintavalle | Vaprio d'Adda | | | |

Albero genealogico

Da Federico, I signore di Castelbarco

Da Aldrighetto, I signore di Lizzana

Da Federico, III barone di Gresta

Da Francesco Castelbarco, VII barone di Gresta e I conte di Castelbarco

Ramo di Giovanni Battista, II conte di Castelbarco

Ramo di Scipione Giuseppe Castelbarco, III conte di Castelbarco, I marchese ex uxor di Cislago

Da Cesare Pompeo Castelbarco, V marchese di Cislago

Simbologia e araldica

| Stemma | Data e Blasonatura |
|---|---|
| | Stemma dei Castelbarco di Milano Inquartato: nel 1° e 4° di rosso al leone di argento, coronato d'oro; nel 2° e 3° d’argento, alla biscia viscontea; sopra il tutto, d'oro, all'aquila bicipite spiegata di nero, cimata delle lettere F III, di nero; e il capo dello scudo di rosso, al leone d'argento, coronato d'oro. [ 20 ] |

Note

cite-note-1-11. mwajamwajeLandi 2021,mwaji p. 361.
cite-note-2-22. mwajgmwajkTartari 1998,mwajo v. 3, p. 271.
cite-note-33. mwaj4mwaj8Catterina 1982,mwaka pp. 16-17. mwaki«Aldrighetto viene ricordato come uccisore del vescovo Alberto (Adelpreto) ed è il primo nome della nobile famiglia che viene ricordato.»
cite-note-44. mwakymwakcCatterina 1900,mwakg pp. 19-27.
cite-note-55. mwakwmwak0Catterina 1900,mwak4 pp. 11-18.
cite-note-66. mwalimwalmCatterina 1900,mwalq pp. 28-33.
cite-note-77. mwalgmwalkBazzoni 1900.
cite-note-0-88. citerefdbiElisa Occhipinti, mwal8mwamaCastelbarco, Guglielmo di, in mwamemwamiDizionario biografico degli italiani, vol.mwamm 21, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1978.
cite-note-99. mwamcmwamgCatterina 1900,mwamk pp. 102-111.
cite-note-1010. mwam0mwam4Catterina 1900,mwam8 pp. 112-119.
cite-note-1111. mwanmmwanqLandi 2021,mwanu p. 367.
cite-note-1212. mwankmwanoCatterina 1900,mwans pp. 120-125.
cite-note-1313. mwan8mwaoaCatterina 1900,mwaoe p. 126.
cite-note-1414. mwaoumwaoyCatterina 1900,mwaoc p. 127.
cite-note-1515. mwaosmwaowCatterina 1900,mwao0 p. 128.
cite-note-1616. mwape(mwapimwapmEN) David Rattray, mwapqmwapuViola by Antonio Stradivari, Cremona, 1714, 'Ex-Kux'mwapy, su mwapcyorkgate.ram.ac.uk, Royal Academy of Music, 2004. mwapgURL consultato il 12 gennaio 2008 mwapk(archiviato dall'mwapourl originale il 27 settembre 2007).
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Bibliografia

Specifici

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Consultazione

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Collegamenti esterni

• citerefenciclopedia-italianaGiuseppe Gerola, CASTELBARCO, in Enciclopedia Italiana, vol. 9, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1931.